Disseminazione dei risultati della ricerca: tra diritto d'autore e valutazione

Da Wiki su Open Access.

[modifica] Milano 19 ottobre 2009 Programma

In tutto il mondo la settimana dal 19 al 23 ottobre è dedicata all’accesso aperto.

Anche in Italia quest’anno si è deciso di dare rilevanza al tema per diversi motivi.

• Il numero degli archivi istituzionali è cresciuto

• Sono nate e si sono sviluppate, in Italia e all’estero, iniziative per la pubblicazione di riviste ad accesso aperto sia da parte degli Atenei che da parte di editori commerciali.

• Gli enti finanziatori della ricerca in ambito europeo (ma anche in ambito italiano, si veda ad es. Telethon) hanno cominciato a legare l’erogazione di finanziamenti alla pubblicazione ad accesso aperto dei risultati dei progetti finanziati

• La commissione Biblioteche della CRUI ha approvato nel 2007 le Linee guida per l’accesso aperto alle tesi di dottorato (adottate da 18 atenei ,compreso il nostro, che hanno già modificato bandi e regolamenti), nel 2009 ha approvato le linee guida per gli archivi istituzionali e le Linee guida su archivi istituzionali e valutazione della ricerca

• Il tema della valutazione sta diventando un argomento strategico nella governance dell’università e gli archivi sono parte integrante di un processo che deve gestire e orientare il sistema della ricerca


La diminuzione dei fondi a disposizione sia per l’acquisto che per la produzione di informazione scientifica, la necessità di essere visibili e competitivi ha condotto ricercatori e decisori istituzionali ad una riflessione sulle strategie da adottare in una situazione di oggettiva difficoltà.

Il tema della giornata: La disseminazione dei prodotti della ricerca fra diritto e valutazione, vuole inquadrare l’accesso aperto fra due temi cruciali: da un lato la gestione dei diritti d’autore come presupposto per il riutilizzo dei propri lavori e come possibilità di orientare gli utenti finali verso un uso eticamente corretto, dall’altro la valutazione, come uno dei possibili risultati di una massiccia disponibilità (e accessibilità) in rete dei dati e dei risultati di ricerca.

La giornata si articolerà in due parti. La prima sarà dedicata a contributi e testimonianze, la seconda all’esame, da diversi punti di vista, delle Linee guida su archivi aperti e valutazione della ricerca

Contributi e testimonianze:

In questa parte verranno inquadrati i termini giuridici del problema: il riutilizzo (la ripubblicazione) di un proprio lavoro in un archivio istituzionale implica infatti che il ricercatore abbia mantenuto il diritto di farlo. La legge sul diritto d’autore non è necessariamente un ostacolo alla disseminazione dei risultati della ricerca, occorre però una nuova consapevolezza da parte delle istituzioni (che parzialmente o totalmente finanziano i lavori di ricerca) e dei ricercatori stessi. I primi due interventi delineeranno le strategie che possono essere attuate non per eludere il diritto d’autore, ma per farne un uso più equilibrato, che permetta anche all’autore di concedere agli utenti finali alcuni dei diritti che si è riservato.

Seguiranno interventi in ambiti disciplinari diversi dove i relatori sottolineeranno la loro esperienza rispetto all’accesso aperto sia nell’ambito degli archivi che nell’ambito delle riviste. Si cercherà di spiegare il perché della scelta dell’accesso aperto e quali sono i vantaggi che si pensa ne siano derivati. Verrà proposta inoltre una analisi del vantaggio citazionale dell’accesso aperto, a partire dai dati di JCR 2008, confrontando riviste ad accesso aperto e riviste a pagamento.

Le linee guida della CRUI su Accesso aperto e valutazione della ricerca Tavola rotonda

La tavola rotonda prenderà in esame il documento recentemente pubblicato dalla CRUI e le relative raccomandazioni. Le Raccomandazioni si inseriscono in un contesto (anche internazionale) in cui la valutazione va assumendo un ruolo strategico per la governance degli atenei. In Gran Bretagna e in Australia gli archivi vengono già utilizzati per la valutazione di dipartimenti, gruppi e progetti di ricerca. La disponibilità di informazioni strutturate sull’output, da una parte, e le modalità di accesso volte a non discriminare, dall’altra, aprono nei fatti nuovi orizzonti alla valutazione della qualità e dell’impatto della produzione scientifica, in particolare per quelle aree che hanno finora registrato le maggiori difficoltà nell’uso degli strumenti bibliometrici tradizionali. Il documento della CRUI costituisce quindi lo stimolo per raccogliere opinioni e suggerimenti a partire dalle diverse esperienze e provenienze dei partecipanti. Si cercherà inoltre di capire quali possono essere le criticità nella applicazione delle raccomandazioni in particolare nel rapporto con gli editori italiani che ancora non hanno una policy definita rispetto agli archivi aperti, come primo passo per una generalizzazione di questo strumento.

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